Una trasferta annunciata

Siamo in estate del 1986, a  meno di quindici giorni dal mio congedo militare, e io sono in viaggio con il direttore della Italsabi (un’impresa vicentina che si occupa di controlli non distruttivi), con destinazione un triangolo montano situato tra Campania e Basilicata: Avellino-Salerno-Potenza. Sarà una sorta di “preambolo” alla destinazione finale, la Sicilia, precisamente nel Polo Petrolchimico Siracusano ma con base domiciliare Siracusa centro storico, proprio in fronte a Ortigia.

Questa “sistemazione” professionale era già stata decisa l’anno precedente la leva militare, iniziata e conclusa in fanteria a Trieste. Stare un anno senza far niente, mi aveva piuttosto seccato perciò non indugiai troppo a rendermi disponibile per il nuovo lavoro, e infatti non erano passate due settimane (il tempo necessario per i preparativi) dal congedo che io stavo salutando tutti…

La prima tappa, tra i monti dell’Irpinia (in quanto base a Materdomini in prov. di Avellino, ma lo scenario generale era l’Apennino Campano e Lucano), era un cantiere immenso volto a interrare una linea di metanodotto che percorreva un ampio territorio compreso appunto tra le provincie di Potenza, Salerno e Avellino, e passava attraverso paesi come Pescopagano, Balvano, Contursi, Materdomini, e altri non meno pittoreschi. Qui avrei iniziato a prendere confidenza con le tecniche radiografiche e in particolare con le attrezzature gammagrafiche (ovvero gli isotopi radioattivi) che costituivano la stragrande maggioranza dei lavori di controllo nel nuovo ambito professionale, e quindi un validissimo approccio al lavoro che mi accingevo a imparare. Una ventina di giorni da “montanaro”…, ed ero pronto ad approdare in Sicilia.

Interramento di una pipline

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Talete di Mileto
Socrate - Affinità; vedi "studi"

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